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QUESTO SPAZIO CENTRALE È DEDICATO ALL’INCONTRO DI OPINIONI SU QUESTIONI CHE RIGUARDANO LA COMUNICAZIONE, LA SCRITTURA, I MEDIA.

TUTTO QUANTO FA STILE, OPINIONE, IMMAGINE.

UN’ANALISI SUI MODI IN CUI I DIVERSI POTERI E I MERCATI COSTRUISCONO E PROPONGONO CULTURA E ENTERTEINEMENT. OVVERO LE LEGGENDE, LE STORIE, LE CREDENZE CON CUI CI COSTRUIAMO E INTRATTENIAMO.

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DAL TITOLO DEL CELEBRE RACCONTO DI MELVILLE, DOVE UN IMPIEGATO ANONIMO E UN PO’MISTERIOSO RISPONDE SEMPRE CON QUESTA FRASE AGLI ORDINI DEL SUO CAPUFFICIO, E' LA NUOVA RUBRICA SETTIMANALE DI WIKICRITICS

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Volere l’impossibile. Paolo Morelli su Stig Dagerman

  Stig Dagerman, scrittore svedese, anarchico morto suicida a 31 anni nel 1954, ci ha lasciato una serie di riflessioni sulla politica e la letteratura che non hanno nulla di profetico, eppure a mio parere risultano di grande attualità. Di fatto dimostrano prima di tutto che già al momento in cui le scriveva, l’immediato dopoguerra...

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Libri sotto l’ombrellone di Daniela Matronola

Esistono davvero i libri da ombrellone? Personalmente ho portato al mare L’Uomo Senza Qualità di Musil come Infinite Jest (rilettura) o The Pale King di David Foster Wallace oppure intere serie di Sassi e GranSassi, le collanine di Nottetempo. Quest’anno perciò per l’estate (che poi si riduce a due settimane centrali in agosto, per i...

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Libri sotto l’ombrellone di Filippo La Porta

Su Kierkegaard, Zemmour, Morelli, Ellroy Contro la leggerezza Siete innamorati della “leggerezza”, parola-culto del nostro tempo, ultimo idolo della società celebrato anche da Calvino?  Un’esistenza extralight, soffice, volubile… Beh, allora leggetevi questo passo, violentemente satirico,  di Kierkegaard: “Sii sciocco, coltiva oggi un’opinione, domani un’altra e, vedrai, tutte le difficoltà spariranno”, e ancora: “coltiva un’opinione anonimamente...

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Libri sotto l’ombrellone Francesco Longo

  Davanti alle onde oceaniche non resta che tuffarsi o arretrare per aprire un libro. D’estate infatti si può salire su seggiovie e aliscafi, piantare tende, scalare monti, attraversare deserti sui cammelli, visitare metropoli o città imperiali seppellite dalla sabbia, oppure si può restare immobili, a casa, immersi nella lettura. Qualche volta è possibile raggiungere...

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A proposito di D’Annunzio. L’opinione di Vito Moretti

1) Quando  Giordano Bruno Guerri elenca le vitalissime contraddizioni di D’Annunzio – lusso aristocratico e pubblicità popolare, carta scelta di Fabriano e bestseller, solitudine cercata e bagno di folla, meditazione francescana e orazione interventista, disprezzo per la politica e impresa di Fiume – vengono in mente le molte contraddizioni di Pasolini – estraneo alla società letteraria...

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A proposito di D’Annunzio. L’opinione di Giulio Ferroni

A partire dal libro che abbiamo pubblicato – a cura di Giordano Bruno Guerri – iniziamo una discussione su D’Annunzio sottoponendo ad alcuni intellettuali e studiosi un piccolo questionario. Ecco le risposte di Giulio Ferroni 1 Quando Giordano Bruno Guerri  nella introduzione a Io, D’Annunzio elenca le vitalissime contraddizioni di D’Annunzio – lusso aristocratico e...

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Perché non solo Albinati di FILIPPO LA PORTA

  Cara Daniela, ho votato Albinati allo Strega e non posso  non concordare. Ma resisto a tradurre una valutazione positiva in un manifesto di poetica! Sono contrario alle  monodiete. Fortunatamente in Italia e nel mondo si continuano a scrivere romanzi-contenitore e romanzi classici, romanzi-diario e romanzi di pura affabulazione, romanzi naturalistici e romanzi visionari, romanzi-reportage...

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Perché Albinati di DANIELA MATRONOLA

È chiarissimo perché Albinati è un grande scrittore, e La Scuola Cattolica è un grande libro classificabile dopotutto con l’etichetta di ‘romanzo’: la chiave sta nelle modalità di romanzamento – il ‘segno’ più chiaro di esse è la ‘marcatura a zona’ dei temi del romanzo, la continua immersione fin nel fondo del barile di ciascuno...

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Brexit 2 L’opinione degli editorialisti di FILIPPO LA PORTA

Gli editoriali dei nostri principali quotidiani trasudavano disprezzo per gli inglesi che hanno votato Brexit, trattati quasi come  ritardati mentali, individui culturalmente rozzi, bifolchi  provinciali.  Mario Calabresi poi su “Repubblica” metteva nello stesso calderone, arbitrariamente,  i sondaggi e la democrazia diretta, quando sappiamo che i primi registrano l’emotività superficiale, cangiante delle persone, mentre la democrazia...

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Brexit 1 L’opinione degli scrittori di FRANCESCO LONGO

Cosa pensano gli scrittori della Brexit? Sul “Corriere della Sera” Paolo Giordano ha parlato a nome della sua generazione, restituendo la sensazione che fosse stata la prima ad aver scoperto l’Europa: “Eravamo i primi, infatti, a beneficiare della libera circolazione tra territori che prima erano separati severamente, e questa libertà ci veniva concessa da adolescenti,...