Book Parade di Filippo La Porta

Bookparade italiana 2015 di Filippo La Porta

Guido Mazzoni: I destini generali (Laterza) Guido Mazzoni. L’autore – studioso di letteratura ma qui “storico” della vita psichica – si chiede come fondare oggi una critica della società. Se fino a poco tempo fa la cultura tradizionale rifiutava senza indugio il consumo, il godimento e lo spettacolo “oggi un discorso simile non afferra il nostro tempo”. Nessuno potrebbe più dire a nessun altro che è “alienato”, nell’epoca della “parità fra tutti i modi di sentire”. Compito dell’arte è dire il conflitto senza soluzione (tra godimento e legami, tra libertà e responsabilità, tra doveri morali e insostenibile leggerezza dell’essere).

Anonymous, Giardino delle delizie, ovvero l’inganno democratico di Anonymous (Enrico Damiani Editore). Acuminato  pamphlet, che ha la grazia di un dialogo settecentesco, sui presunti orrori della democrazia, su questa “volontà ottusa e determinata a farci buoni, progrediti, tolleranti…”.La democrazia, più di ogni regime dispotico, tende sottilmente a squalificare ogni critica. Non mette in galera gli oppositori però tende a svalutare qualsiasi dissenso giudicandolo anacronistico o patologico. Il suo tacito mantra è: “se no sei fuori” (“fuori” dal Progresso, dalla Storia, dalla Razionalità…). Un libro più stimolante di tanti saggi di politologi.

Luca Doninelli, Le cose semplici (Bompiani). Un libro apocalittico, però anti-apocalittico. E’ apocalittico perché immagina una fine del mondo ma non indulge in una confortevole retorica dell’apocalisse. Uno dei romanzi più spericolati e immaginativi di questi anni, dove la crisi di civiltà non è un tema noioso da convegni ma si scioglie in una storia palpitante, dove la lingua accoglie la complessità rifiutando la complicazione.

Nando Vitali, Bosseide (Gaffi). secondo romanzo – ispirato al mondo camorristico – dell’autore, nonostante qualche incertezza compositiva e un po’ di “colore” convenzionale, contiene una invenzione drammaturgica straordinaria. A Boss uccidono l’amatissimo figlio e allora lui fa sequestrare il figlio dell’assassino per vendicarsi.Con il bambino, recluso in una stanza, il boss inizia una relazione emotivamente complicata e dagli esiti imprevisti, fatta di sentimenti laceranti.

Fabio Viola I dirimpettai di Fabio Viola (Baldini & Castoldi). Tra il Contagio di Walter Siti e il fumetto di Claire Brètecher, tra la sitcomedy e la Finestra sul cortile hitchckockiana il narratore-voyeur si impegna a raccontare tutto ciò che vede nell’attico di fronte alle sue finestre: una coppia gay iperconsumista, con le sue manie e nevrosi, attorno a cui si muove un ceto intellettuale cinico e sentimentale. E’ un pezzo di società raccontato con divertita cattiveria e distacco da entomologo.

Camilla Baresani, Gli sbafatori (Mondadori) Chi sono gli “sbafatori”? Sono tutti quelli – giornalisti e critici gastronomici, foodblogger e wineblogger – che sciamano da un pranzo in hotel di lusso a una sofisticata “verticale”, e a uno show cooking. Delizioso e perfido romanzo-reportage. . Già, perché l’autrice anche nei suoi romanzi “puri” usa un tono da commedia brillante per dirci una verità desolante su ceti e ambienti che conosce bene. La sua è una satira acuminata nascosta dentro la farsa e il giocoso vaudeville.

Achille Varzi , Tutti i colori del bene (Orthotes). Bene e male non sono oggettivi, non sono qualità intrinseche delle azioni. Come i colori, hanno bisogno della luce e dipendono da un osservatore. L’etica rimanda ad accordi e convenzioni, perciò è difficile arrivare a una idea di bene globalizzabile. Libretto illuminante di uno di maggiori filosofi e logici contemporanei

Beppe Sebaste, Fallire. Storia con fantasmi. L’autore attraversa molti generi:   diario pubblico (in seconda persona), cronaca   allucinata degli anni Zero, pamphlet risentito sul nostro paese, storia di uno scrittore che non riesce a scrivere un romanzo horror, Spoon River di persone amate, un po’ autofiction e un po’affabulazione dispersa.

3 Responses

  1. Lucilio Santoni scrive:

    Felice di essere accomunato al grande Savinio e all’ottimo Marchesini (che saluto)!

  2. damiani scrive:

    Ma quanti libri ti piacciono Filippo!

  3. damiani scrive:

    Ma Filippo,
    hai letto il nuovo libro di Daniel Ranieri? È un evento. Polifonico, ironico, iconico e anticonico, ritmico…
    quante rime ci posso ancora mettere?
    In ogni caso un gran libro di una cìscrittrice/scrittore con superpalle!

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