Cosa ci serve Obama

Pochi appunti oggi. Qualcosa però di saporito. Per orientarci su cosette che pochi sanno. Di cui pochi parlano. Di cui pochi sembrano far caso quando invece sono la chiara dichiarazione dell’atteggiamento della prima potenza mondiale, gli USA,  sullo scacchiere strategico internazionale.

Si tratta di aver letto il National Security Strategy  da cui è possibile intendere come gli USA c vedono e capire cosa faranno o non faranno.

Gli USA che nel frattempo, da dipendenti dal petrolio saudita e di altri, sono diventati il primo produttore mondiali di idrocarburi.

Nel documento di cui sopra cosa fa Obma?

Raccomanda al suo paese il conetto di pazienza strategica.

Dice:”L’america deve smettere di credere di poter risolvere problemi internazionali da sola e per farlo ogni volta mettere in campo la forza.

Governare è scegliere fra le priorità. resiutere alla tentazione du fare tutto e rispondere a tutte le urgenze.

Ormai gli USA lo faranno coi loro partners.

Ormai tali partners sono una sessantina e gli USA sono ben decisi a dividere con loro sforzi e sacrifici.

Il che vuol dire che a tali partners darnno di tali sforzi e sacrifici la parte maggiore.

Si sono fatti furbi.

Gli USA dicono così di voler affrontare piuttosto che gli effetti dell’estremismo, le sue cause.

L’organo privilegiato per tale soluzione resta e si confernma cuindi l’OTAN (Nato), prima allenza multilaterale che raggruppa intorno agli USA i loro principali alleati (Regno Unito, Francia, Germania, Italia e Canada, ma anche Polonia e Paesi Baltici).

Ci sono poi gli alletai asiatici come Giappone, Corea del sud, Australia, Nuova Zelanda, Filippine e Thailandia.

Gli USA sono una potenza dell’oceano Pacifico e intendono restarlo.

Del resto nel prossimo quinquennio circa la metà della crescita economica di fuori dagli USA si realizzaerà in Asia.

In Asia una Cina prospera e pacifica è più che ben accetta e gli USA cercheranno di cooperare con tale potenza.

Ma è con l’India, la più grande democrazia mondiale, che gli USA condividono gli stessi valori e intendono edificare una partnership economica e strategica.

L’America di Obama ha due grandi nemici.

La minaccia terrorista che è in perpetua evoluzione e minaccia USA e alleati con il rischio permanente chiamato STATO ISLAMICO.

La Russia e la sua piolitica aggressiva nei confronti dei vicini confinanti e dell’Europa unita.

In questa situazione è chiaro che l’Ukraina deve essere difesa come La Georgia e la Moldavia.

È con questo obiettivo che gli USA emanano sanzioni contro la Russia allo scopo di farla reintare nelle sue frontiere.

Il Medio Oriente e l’Africa del Nord occupano una parte importante nel rapporto.

Obama comuncia che i paesi della regione possono continuare a contare  sul sostegno vigile degli USA ma che devono diventare partners capaci di difendersi da soli.

Gli USA imopegneranno risoprse notevoli per sostenere e aiutare Israele, Giordania e partners del Golfo a respingere ogni aggressione.

Gli USa faranno in modo che Israele mantenga la sua suoeruiorità militare  sui vicini  e nello stesso tempo cercheranno di concludere con Iran un accordo che rassicuri il mondo sul programma nucleare iraniano.

Gli USA di Obama intendono così recuperare l’Iran che Bsh aveva collocato nell’”asse del male” mentre hanno tutte le intenzioni di infilare in quell’asse la Russia di cui Bush voleva fare un paese amico.

Sull’Africa subsaharian il rapporto di Obama è deludente e generico, limitandosi a citare fatti noti e scontati: 50% della popolazione sotto i 30 anni, immobilismo, progresso lento e ineguale, corruzione endemica, sistemi salute pubblica inesistenti ecc.

In quei posti per loro ci sono materie prime a buon prezzo da prendere, ma per intervnire ad aiutarli in uno sviluppo concreto i costi sembrano faticosi e troppo alti.

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