LA PRIMAVERA DA’ CERTI FIORI, POI VENGONO I FRUTTI

Grandi entusiasmi pieni di speranze utopiche e astoriche quelle generate dalle cosiddette primavere arabe.

L’idea che quei bei luoghi potessero essere garantiti alla nostra laica fruizione di democrazia consumistica, di fatto ormai miserabilmente globalizzata, come tanti Club Mediterranée con i locali contenti di andare a votare e ricevere il nostro turismo più o meno pensionato o sessuale è frullata per qualche po’ nei cervellini scrichi dell’Occidente. Sarkozo si è preso il gusto di buttare giù uno degli ultimi birilli che si erano instaurati sul disfacimento voluto nel 45 dagli americani dei colonialismi francesi, inglesi, italiani e ha completato il gioco. Obama ritirandosi dall’ Irak e lasciandolo nelle mani di Sciti e Curdi ha dato una bella mano al disastro. Tutto si è giocato sull’incomprensione di cosa sia l’Islam e di cosa siano stati nella zona i dittatori e gli sceicchi lasciati per anni a gestire petrolio, povertà, emigrazione. Così, buttato giù anche Ben Alì, i giovani tunisini laici marxisti consumisti cibernetici blogghisti hanno celebrato il loro martire e inneggiato alla rivoluzione. Solo che con la scappata di Ben Alì sono tornati quelli di Ennada (fino ad allora confinati e protetti in una Francia sempre amica dei Komehini di turno) e sono andati al governo e hanno proposto leggi e cose che ai laici non andavano tanto. E così i moderati si sono alleati ai laici modernisti e in qualche modo sono andati al governo hanno preparato una Costituzione. E così centinaia di migliai di insoddisfatti credenti islamici se ne sono andati via dal Club Festival e Libertà di Cartagine e dintorni e sono andati a combattere e a farsi preparare da quelli che la loro guerra per il Califfato (ovvero la realizzazione di quanto il Profeta ha sempre predicato e per cui ha combattuto) la portano avanti qua e là (in Siria piuttosto che in Africa) con il contributo della loro fede, del petrolio di cui si sono riappropriati, e della stanchezza dell’Occidente. Intanto gli USA si sono resi autonomi dal punto di vista energetico e la palla per approvvigionamenti energetici e invasioni di migranti se la deve giocare (ma quando e come?) un’Europa unita che per ora è riuscita solo a sodomizzare i suoi staterelli privarli di sovranità e ridurli a bruciare le loro risorse. Un’Europa che a questo punto, facendo il gioco strategico geopolitico degli interessi americani ormai assolutamente filocinesi, è andata anche a fare il solletico all’orso russo. Ma donde tiene la cabeza?

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