Non crediamo al demonio

In un nostro testo di vari anni fa “Dossier Utopia, ovvero l’ingannio democratico” pubblicato da un editore cattolico nel 2002 e ripubblicato da Liberilibri editore liberale in Macerata nel 2008, abbiamo cercato di analizzare la situazione culturale-ideologico-politica in atto nel nuovo secolo dopo la cosiddetta caduta delle ideologie e dell’Impero del Male.

In bereve la nostra teoria era ed è la seguente: il nostro tempo democratico e globalizzato è figlio del tempo ideologico ed escatologico che lo ha preceduto e da cui il tempo presente discende.

La democrazia attuale non fa altro che realizzare in modo ipocrita e subdolo ideali e dettati utopici di un paradiso in terra erede laico dell’escatologia religiosa cattolica : civiltà, felicità, salute, uguaglianza, ricchezza, benessere, volemose bene, liberazione dal lavoro per TUTTI.

Questa è la sua promessa e la sua realizzazione, anche se la merce in vendita è ormai scadente e la quantità è evidentemente a svantaggio di  ogni minima qualità.

I cibi ad esempio, ma anche l’aria, il territorio, il tempo libero… Così , tanto per dirne una, oggi molti se non tutti possono avere sul loro tavolo cibi una volta esclusivi come ad esempio il salmone, solo che quel salmone è di allevamente, nutrito in recinti marini di cibo chimico derivato dal petrolio, snaturato quindi perché non risale più i fiumi, non ha sapore né le virtu del raro salmone selvaggio. Altro esempio: oggi tutte le segretarie possono permettersi viaggi in località”esotiche” dove di spontaneo e di esotico è però rimasto un bel niente e gli viene servita la solita acquagim, le solite droghe e  il solito bum bum discotecaro.

Così quando questo processo spietato di tale democrazia onniavvolgente, divoratrice senza rispetto di ogni diversità di pensiero e vita, legiferante su moralità, sessualità, lunghezza delle zucchine e regole di civiltà, si trova davanti  qualcosa e qualcuno che non la condivide, in primo luogo cerca di assimilarlo e integrarlo con le sue povere lusinghe, poi, davanti al rifiuto e alla reazione che diventa infine estrema di chi non vuole essere assimilato, finisce col parlare di Demoni, demonio, Male Assoluto eccetera, ricorrere a Dostojevski e a Nietsche come fa l’amico Fertilio.

Noi non accettiamo questa conclusione: pensiamo infatti che la pura follia distruttrice non esista, ma che esistano invece delle condizioni – molto spesso quelle del degrado e del fallimento create da una democrazia occidentale di stampo arrogantemente finanziario e speculativo che sembrano fatalmente destinate a provocare ogni tipo di follia. Una follia a cui non si può rispondere ancora con vuota arroganza e altri insulti rivolti con disprezzo e protervia a qualcuno o qualcosa in cui milioni di altre persone credono e per cui chiedono rispetto, ma con un esame di coscienza e un tentativo di dialogo. In primo luogo con noi stessi.

 

 

4 Responses

  1. Dario Fertilio scrive:

    Una risposta appropriata, quella di colui che non crede al demonio. Adesso mi auguro che il dibattito possa proseguire sul tema sia del male che del totalitarismo (e della risposta ad esso). Che il male assoluto non esista è una posizione kantiana nobile, che rispetto per la sua ragionevolezza. Ma in ogni ragionevolezza, ahimé, c’è un che di consolatorio. E il nome del male, alla fine può ripresentarsi in varie forme laiche e mondane, con nomi diversi.

    Dario Fertilio

  2. Giovanni damiani scrive:

    Caro Fertilio, non si tratta di credere o non credere al demonio e neppure di cercare consolazioni in un irrazionale razionalismo.
    Se vogliamo dare un nome al male o nomi diversi a mali diversi, non possiamo essere astratti o mistici. Credenti o non credenti. Il male ha cause e ragioni.
    Si vanno a vedere e si discute. Il dibattito se no sembra una sterile contrapposizione di stampo medievale. L’età dei lumi, che per carità ha creato anche lei i suoi bravi irrazionalismi e fondamentalismi,dovrebbe essere servita a darci un po’ di metodo. Cartesiano o Diderotiano, basta che in qualche modo porti a un’analisi dei fatti facendolà finita con le ipostatizzazioni metafisiche.

  3. Il Triste Mietitore scrive:

    Complimenti al sig. Giovanni Damiani per la splendida persona che si è rivelata… In verità penso che sia una persona stupida, cattiva, superba, arrogante e saccente. Probabilmente il fatto di vivere a Salò non è certo un caso, forse crede ancora di vivere nella repubblica di Salò con Benito al comando.

    • damiani scrive:

      Uno che ti invia il commento del Triste Mietitore ha già mietuto tristemente la sua dignità e intelligenza. Innanzitutto non si firma se non con uno pseudonimo, quindi ci dà dei fascisti perché abitiamo a Salò, ci insulta e non argomenta neppure il livore che lo muove. Non si capisce cosa voglia né cosa lo abbia ferito. La nostra risposta a Fertilio? Perchè abbiamo detto che il demonio non esiste e abbiamo quindi offeso la sua essenza demoniaca? Una emerita testa di cazzo di cui pubblichiamo il commento perché non censuriamo nessuno. Lo invitiamo piuttosto a uscire allo scoperto e venire a prendersi un paio di schiaffi. Ciao coglione!