Perché non solo Albinati di FILIPPO LA PORTA

 

Cara Daniela, ho votato Albinati allo Strega e non posso  non concordare. Ma resisto a tradurre una valutazione positiva in un manifesto di poetica! Sono contrario alle  monodiete. Fortunatamente in Italia e nel mondo si continuano a scrivere romanzi-contenitore e romanzi classici, romanzi-diario e romanzi di pura affabulazione, romanzi naturalistici e romanzi visionari, romanzi-reportage e romanzi di formazione…Non credo che Albinati ci indichi l’unica strada percorribile per il romanzo attuale, che comprende innumerevoli voci: Coetzee, Murakami, Rushdie, Desai, Cole, Ernaux, Cercas, Ammaniti, Siti e Moresco… L’universo letterario è un multiverso. Abbasso le religioni monoteistiche, viva il politeismo! Aggiungo: ci sono alcuni scrittori (e artisti) che forse non bisognerebbe assumere a modello. Prendiamo il tuo/mio amato F.Wallace (personalmente lo adoro nei saggi). E’ un po’ come John Coltrane. Nei suoi epigoni l’effetto-F.Wallace rischia di generare noia, confusione del racconto, velleitarismo, così come Coltrane nei suoi imitatori  può diventare prolisso, misticheggiante, cerebrale.

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