Povera Italia, tra NATO strabica e Europa dei banchieri

In questi giorni stiamo vivendo la tragicommedia finanziaria della Grecia, che appassiona tutta Europa. L’Italia deve giocare in sordina, perché se Atene a suon di truffe si è creata un debito del 170% del PIL, l’Italia è al 137%. Non parleremo in questa sede del gioco perverso e dai guadagni che i creditori della Grecia hanno e continuano a maturare.

Ci interessa invece notare che l’Italia e i Paesi esposti in quello che è diventato a tutti gli effetti un vero “fronte sud” hanno un peso politico…nullo. Dall’altra parte del Mediterraneo infuria la guerra e la situazione potrebbe continuare a peggiorare se non si interverrà con decisione per stabilizzarla o se non si troverà qualcuno disposto a farlo per noi, sia pure debitamente aiutato. La sicurezza degli aprovvigionamenti energetici e forse anche dei traffici marittimi rischia di essere posta a repentaglio, nel breve e medio termine.

Di questo la NATO e l’Europa non se ne occupano guardano solo ad Est, a Bruxelles si parla di sud solo perché c’è l’ennesima rogna greca da risolvere,

Non so se ve ne siete accorti, ma la NATO si è tornata ad agitare il babau russo. Le pressioni per aumentare la spesa per la difesa sono finalizzate alla Russia. Il RAP, Readiness Action Plan, prevede una iniziative per creare una serie di basi avanzate nell’Europa orientale in grado di accogliere rapidamente i rinforzi in caso la “minaccia” russa ai confini orientali si facesse più seria. E’ stata creata una (costosa) brigata di 5.000 uomini ad altissima capacità operativa che costituirà il “pronto intervento” e la deterrenza in caso di crisi. Le basi di accoglienza saranno realizzate nei 3 Paesi baltici e poi in Polonia, Bulgaria e Romania. Il conto la pagheranno tutti gli alleati. Bene, benissimo. Non sia mai che la NATO non sia in grado di garantire la sicurezza e l’integrità territoriale dei suoi membri. E se gli USA hanno deciso di rallentare il disimpegno militare dal Vecchio Continente è solo in funzione anti-russa. Il RAP però non prevede assolutamente nulla per il fronte sud.

Qualcuno si attendeva che anche l’Europa dicesse e facesse qualcosa. Fare qualcosa è oggettivamente difficile per una Europa fatta da mercanti e banchieri, non dai cittadini e dalla politica. Però alla fine l’Europa ha parlato. No, non lo ha fatto certo l’Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza europea, la nostra formidabile Mogherini della quale si sta perdendo traccia, nonostante tra pochi mesi il Consiglio Europeo debba trattare temi di sua competenza (sulla carta, in realtà si continuerà a discutere di spread e QE, come già accaduto nel Consiglio sulla “difesa” del Novembre 2014). Ebbene a parlare è stato il Presidente della Commissione, Jean-Claude Jucker, il quale ha auspicato nientemeno che la costituzione di un vero e proprio Esercito Europeo. A fargli eco è stato il ministro della difesa tedesco Ursula von der Leyen, la quale ha affermato che una simile iniziativa è indispensabile. Lo dice Berlino. E non importa se la Germania in questi anni ha sfasciato le proprie forze armate e sta diventando il principale ostacolo alla collaborazione industriale e tecnologica in Europa nel campo della difesa. Quello che conta è che queste dichiarazioni siano tutte moniti rivolti al…Cremlino! Si guarda solo ad Est, forse perché li ci sono i mercati e i Paesi e i nemici che interessano a Washington come a Berlino. Ne avremo conferma al prossimo vertice NATO.

Cosa può fare l’Italia in un contesto del genere? Deve rendersi conto che i suoi problemi non sono né sentiti né condivisi, basta pensare alla vergogna europea che si chiama Triton, la missione che dovrebbe fronteggiare la “bomba immigrazione” che colpisce l’Italia (e non solo). Gli Europei ci massacrano se non interveniamo a salvare i poveri profughi, ma non impegna soldi, navi, aerei, uomini. La NATO mantiene dal 2011 una missione navale (Active Endeavor) che si occupa solo di terrorismo, ex 11/9. Non si riesce a farle fare altro. E noi partecipiamo e paghiamo.

L’Italia dovrebbe svegliarsi, condurre una azione politica, strategica, militare per convincere UE e NATO a guardare anche a Sud, non solo ad Est. Se da soli contiamo poco o niente, se non abbiamo i soldi e la capacità politica per assicurare la nostra sicurezza da soli, lavoriamo con Francia, Spagna, Grecia e se serve arruoliamo anche Turchia, Portogallo…chiunque. Ma diamoci da fare. Perché le decisioni e le non decisioni di oggi le pagheremo domani. Proprio come il debito pubblico.

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