Intervista a Silvia Accorrà

Si ispira dichiaratamente alla letteratura giapponese classica e contemporanea, “dove nulla è mai impossibile e nemmeno improbabile”. Quando scrive cerca di “essere” il suo personaggio. Scopriamo qualcosa di più sulla scrittrice Silvia Accorrà, l’autrice di Tokyo Love, il romanzo dell’incontro tra due donne “straniere” e di un amore misterioso e ineluttabile.

 

Da dove e come nasce per lei e in lei l’esigenza di scrivere? E qual è stato il suo percorso?

SILVIA ACCORRA’: Ho iniziato a scrivere, come molti, durante l’adolescenza. Si trattava di rendere reali delle sensazioni impalpabili, di autorizzarle ad esistere, in qualche modo. In seguito ho scritto molta prosa breve e poesia, e infatti le mie prime tre pubblicazioni sono raccolte poetiche. Solo la quarta (Rosso nucleare) inizia a diluirsi nei racconti. I romanzi, di cui TL è il primo, sono stati la naturale prosecuzione di un percorso di ‘ammorbidimento’, di maggior agio nella descrittività degli eventi narrati.

 

Nella sua scrittura gli eventi e la trama costruiscono una specie di ineluttabile teorema di misteriose conseguenzialità inesplicabili affrontate con la sorpresa e la curiosità con cui nella vita si susseguono gli incontri con le persone, i cibi, i panorami, gli scorci della scena.Se è così, vuole dirci come articola  in un percorso di senso connessioni e i rivolgimenti inattesi di avvenimenti, incontri, dialoghi di una trama e come dà loro una sequenza?

SILVIA ACCORRA’:La storia, per la mia esperienza, accade mentre scrivo. Proprio durante il processo di scrittura, le opzioni, le possibilità, le aperture, si affacciano alla narrazione. Io cerco di essere completamente il mio personaggio, di sentirlo dall’interno. E quindi le sue percezioni sono le mie, e faccio mie le sue alternative nel racconto. Sono consapevole in ogni momento che davvero nella vita succedono cose inesplicabili e tremende, o meravigliose, e ci sono relazioni fra i luoghi e le persone che non hanno spiegazione: eppure ci sono. E’ sorprendente e vale la pena entrare in queste reti: non si sa mai cosa succederà. Lo stesso accade per la scrittura.

 

Quali sono gli autori che la ispirano e di cui si sente di proseguire le ricerche?

SILVIA ACCORRA’: Ho molto amato Virginia Woolf e Jean Cocteau, pur così dissimili tra loro, che restano nel mio Olimpo personale; in poesia, l’immenso T.S.Eliot e il Borges poeta. E amo moltissimo Haruki Murakami, che stranamente prosegue il percorso dei sopracitati Autori, con una narrazione che non ha nulla di banale e che attrae nella realtà l’inesplicabile e il misterioso, come se la realtà stessa si aprisse e il suo sottotesto filtrasse.

 

Quando e come scrive? Quanto c’è di immediato e di accuratamente rivisto nel suo lavoro?

SILVIA ACCORRA’: Scrivo quando mi è necessario. Ogni giorno certamente, ma a orari imprevedibili. Venendo dalla poesia, dove ogni parola deve essere perfetta e non può avere un sostituto, presto molta attenzione alla scrittura nel suo divenire. Correggo poco, ma nell’atto di scrivere cerco di essere sicura che tutto sia esattamente come lo desidero sentir leggere.

 

Lo stile con il quale lei delinea le fasi delicate dell’amore particolare fra due donne che animano questo suo libro ci indica una sua attenzione  a una narrativa che non sembra far parte della nostra tradizione italiana. Vuol dirci a quali autrici e/o autori lei fa riferimento?

SILVIA ACCORRA’: Direi alla letteratura giapponese classica e contemporanea nella sua totalità, dove nulla è mai impossibile e nemmeno improbabile. E’ una tradizione che permette tutto – pur con le sue leggi – e ignora completamente il concetto di moralismo. Non di moralità, beninteso. Le leggi a cui mi riferisco sono rigidissime e peculiari, solo che noi non le vediamo emergere perché non appartengono alla nostra cultura. Autori specifici? i classici – Soseki, Akutagawa, fino a Mishima e, naturalmente Murakami.

5 Responses

  1. Mariella De Santis scrive:

    Silvia Accorrà è un’autrice che promette e mantiene.
    Originale, distinguibile, non conforme. Brava e grazie. Tokio Land è una lettura che consiglio.
    Mariella De Santis

    • damiani scrive:

      Gentile Mariella De Santis, la ringrazio perché le sue affermazioni mi confortano nella scelta compiuta di pubblicare Silvia Accorrà.
      Un precisazione: il titolo del romanzo è “Tokyo Love” non Tokio Land. Inportante è la ypsilon perché digitando Tokio con la i il romanzo non appare nelle librerie online ecc.
      Un invito: questo blog vorrebbe essere un luogo dove parlare di libri, scrivere critiche, dare suggerimenti, effettuare stroncature. Se lei volesse collaborare in piena libertà e senza censure ne saremmo lieti anche in occasione di un futuro programma di apertura ad autori nuovi ma non nei termini in cui lo fanno molte vanity press. Ci arrivano manoscritti di autori che vantano un curriculum lungo di pubblicazioni inutili fatti da case editrici non distribuite e non di grande qualità.
      Il nostro obiettivo è di confrontarci con questa esigenza montante di scrittori (io non li chiamo aspiranti perché è offensivo dare dell’aspirante a qualcuno che magari si impegna e ha una vera e propria passione) che non hanno punti di orientamento e di scuola ma pubblicano pagando senza affrontare il training necessario: la cosiddetta entrata nell’ambiente almeno mentale e culturale per affontare la questione della scrittura, con una iniziativa che richiede partecipazione da parte di lettori e amanti del libro.

      • Luciana Darti scrive:

        Nel romanzo della Accorrà c’è un tono e c’è un’atmosfera che raramente si trova nella narrativa italiana contemporanea. Anche nelle cose migliori respiri affettazione, presunzione, snobismo e atmosfere non meditate e di prima mano. Tutto il contrario nella narrazione di Silvia Accorrà che man mano la leggi è piana e insieme imprevedibile, sorpresa e in attesa della sorpresa della normalità.

  2. damiani scrive:

    Bella intervista. Complimenti alla giornlista e alla scrittrice. Nobn banale e non riduttiva. Apre al lavoro dell’autore in modo garbato e acuto.

  3. MARIELLA DE SANTIS scrive:

    Gentile Damiani,
    innanzitutto mi scuso per quello che mia nonna avrebbe chiamato lapsus calami, ma sono sotto jet lag ( e così prendo un vantaggio anche su eventuali successivi errori!) ma scherzi a parte, volentieri accolgo l’invito a collaborare con segnalazioni o recensioni anche se io sono una lettrice tanto famelica quanto indipendente, non seguo mode né record di vendita.
    Questo mi ha permesso di lasciare qualche buon libro in un mio passato di editor.
    Vento alle spalle e acqua davanti a Tokyo Love e alla sua casa editrice.
    Un sorriso,
    Mariella De Santis

I vostri commenti possono essere siglati da uno pseudonimo, garantiamo l’anonimato a chi ce lo richiede.


Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *