Book Parade di Silvio Perrella

Pubblichiamo la segnalazione/classifica libraria che ci manda il critico SILVIO PERRELLA
SILVIO PERRELLA è, come sapete, uno dei nostri critici letterari più sensibili e acuti.

La sua attenzione si è posata su fondamentali autori italiani della seconda metà del ‘900 come Italo Calvino, Goffredo Parise, Anna Maria Ortese, e soprattutto Raffaele La Capria, cui ha dedicato un saggio imprescindibile come introduzione al Meridiano Mondadori. Ha scritto anche un personal essay, bello e ondoso, su Napoli – sua città adottiva(è palermitano) – , Giùnapoli.

PERRELLA: devo ammettere che faccio fatica a individuare tre titoli per ogni sezione da Voi proposta pubblicati nel 2014. Vivo in una città asincrona e asincrono ho finito per diventare un po’ anch’io.

Perciò non ti stupire, lettore, se tra i libri che mi vien voglia di segnalare c’è un racconto come La sirena di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

In effetti la Feltrinelli l’ha ripubblicato quest’anno, e vi ha accostato un cd che contiene la voce dell’autore (presa da uno primi registratori a nastri da Gioacchino Lanza Tomasi) alle prese con il suo testo.

Quel che colpisce innanzitutto è la lingua, leggera e arguta; e lo scorrere fluido e potente di una narrazione che lambisce il mito vestendolo di quotidianità.

Mi ha colpito anche rileggere i versi di Giovanni Raboni tutti di seguito, come permette di fare il doppio volume della bianca einaudiana uscito di recente. Mi sono apparsi come i versi di un poeta purgatoriale, che ama le mezze tinte e che però nelle “canzonette mortali” si accende all’improvviso di eros.

E a proposito di purgatorio, ti dico che Le voci di dentro di Eduardo, interpretato dai due Servillo, Toni e Peppe, è uno spettacolo di grande importanza e fornisce un codice di lettura non solo di Napoli ma dell’Italia.

Perché una famiglia incolpata di un delitto che non ha commesso non è capace di difendersi con nettezza? Forse perché, come le anime pezzenterie del purgatorio, ha in ogni caso una colpa da espiare e non importa che proprio quel crimine non sia stato da loro commesso.

Infine ti segnalo un saggio che mi ha proprio entusiasmato. L’autrice si chiama Adriana Dragoni; il titolo del suo libro Lo spazio a quattro dimensioni nell’arte napoletana. E’ stato pubblicata da Tulio Pironti editore.

Dragoni, che ha tenuto il suo lavoro nel cassetto una ventina d’anni, si chiede perché sia attirata dalle vedute napoletane del Settecento. Le guarda con attenzione, comincia a studiarle, le compara alle vedute nate in altri luoghi e in diverse latitudini. Nell’andare avanti nella sua ricerca, che viene raccontata in prima persona mentre si svolge, scopre che nelle vedute napoletane del Settecento c’è una prospettiva che contraddice le leggi della prospettiva brunelleschiana. Non c’è, ad esempio, un solo punto di fuga, ma molteplici; e soprattutto lo spazio è sempre frammisto al tempo.

I vedutisti napoletani del Settecento sono insomma figli del sensismo filosofico di Telesio, Bruno e Campanella; inoltre sembrano confermare la concezione circolare del tempo di Vico.

Il loro, come scopre l’autrice, non è uno spazio solo convenzionale e meramente geometrico; è piuttosto uno spazio vero, che include i pensieri degli uomini come appartenenti a una città e tiene conto della forma stessa di questa città. Una forma curva, obliqua, stellare, che si riesce a decifrare se si sostituisce alla geometria euclidea quella frattale.

Come un’archeologa delle superfici, chi scrive questo libro ci mette dinanzi a una dimensione diversa della modernità; una modernità smarrita, la cui traccia sopravvive nelle vedute settecentesche della Città.

1 Response

  1. Stimo molto il critico Silvio Perella, i suoi interventi sono acuti, ben articolati.
    Lo reputo profondamente colto e sensibile come tutti gli scrittori siciliani di razza.
    Inoltre non disdegna i poeti, per una scribacchina come me è un pensiero consolatorio!
    Stando a Napoli Perrella si è nutrito di una fascinosa fantasia, osserva, medita
    ed elabora i sapidi contenuti delle sue nitide pagine da dio.

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